La Comunità Capi del Senigallia 1 saluta Paolo Simone

La Comunità Capi del gruppo scout AGESCI Senigallia 1, di cui Paolo Simone è stato un membro per molti anni e per il quale si è speso instancabilmente per offrire delle esperienze educative significative a molti ragazzi, esprime la propria vicinanza alla famiglia e ai figli, che sono stati stati o sono tutt’ora parte del gruppo scout come educatori o educandi.

Paolo ci lascia con un grande vuoto: sarà nostro impegno colmarlo dandoci da fare così come lui ha sempre fatto, con il sorriso sulle labbra e senza mai farsi scoraggiare. In questo momento difficile, vogliamo rivolgere a Paolo un ultimo messaggio: Butta il cuore oltre l’ostacolo.

Così diceva il fondatore dello scoutismo Baden Powell. E attraverso le sue illustrazioni ci mostrava come, dando un calcio alle prime due lettere della parola impossibile, tutto diventa possibile.

Per te, Paolo, tutto era possibile.

I vestiti potevano cambiare, ma la tua fibbia era sempre quella: una vecchia e robusta fibbia dell’ASCI, oggi AGESCI. Sei sempre stato uno di quelli che – al di là del vestito – hanno sempre il fazzolettone non solo al collo ma anche (e soprattutto) nel cuore. Entusiasta e trainatore instancabile, pieno di energia. Non solo vulcano di idee, ma anche sempre in prima linea per concretizzarle. Negli scout e non solo, ma sempre con stile scout. Il motto degli scout è Estote Parati, Siate Pronti. E tu eri sempre pronto quando c’era bisogno di aiutare qualcuno. Innumerevoli le occasioni, dentro e fuori gli scout. Dai terremoti alle varie emergenze degli ultimi anni, non ultima la questione migranti: cercavi sempre di dare una mano in maniera attiva. E ci riuscivi! Accogliente e coinvolgente, verso tutti, indipendentemente da colore della pelle, etnia, religione. E fermo nelle tue idee e scelte di vita Cristiana, che illuminavano il tuo cammino e le tue decisioni. Aperto al confronto e sempre alla ricerca di occasioni di formazione, anche come capo/educatore scout. Se le tue giornate fossero state di 48 ore sicuramente avresti trovato il modo di impegnarle tutte per fare qualcosa di utile per te o (soprattutto) per gli altri! L’album dei ricordi è pieno di immagini e emozioni. Innumerevoli i momenti trascorsi piacevolmente insieme, sia seri sia a fare e raccontare cavolate. Molti in mezzo al verde dei boschi dove tante volte siamo andati con il fazzolettone al collo, e ognuno di noi sicuramente ha tanti episodi, frasi, istanti da ricordare.

Baden Powell invitava tutti gli scout a lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato e tu sicuramente lo hai lasciato migliore e con una traccia che resterà nel tempo, anche se forse avresti potuto aspettare un po’ di più!

Buona strada, Stambecco Risoluto!

Alcuni aneddoti da parte di una capo della Comunita’ Capi del gruppo scout AGESCI Senigallia 1. Da Giordana de Liguori, partner associativa per diversi anni, prima a San Martino e più recentemente, alla Cesanella.

“In quest’ultimo campo estivo, diversi episodi mi fanno ricordare com’era davvero Paolo: quando ha preso una trota a mani nude mentre facevamo il bagno al fiume, quando sbagliavamo i sentieri e poi li ritrovavamo sempre per sbaglio. La scena che rivivo ora nella mia mente è quando al fuoco finale, l’ultima sera di campo, ha deciso all’improvviso che una volta sconfitta la perfida Morgana, lui, Merlino doveva cambiare vita. E cosa avrebbe fatto Merlino? Il mangiatore di fuoco! E così, spogliatosi del suo vestito blu e del suo cappello a stelle (sotto aveva un altro vestito improbabile che poteva essere da qualsiasi personaggio), ha cominciato a raccontare che sarebbe andato in giro a fare il mangiatore di fuoco e che non si chiamava più Merlino, ma Merlin anzi Leroy Merlin. Ha mangiato batuffoli di cotone infuocato invogliando gli esploratori e le guide a farlo e poi ha preso la fiaccola ha bevuto un po’ di petrolio e ci ha sputato sopra. Gran fiammata. E poi ancora un’altra volta . Ed ancora una. E tutti a guardarlo e a ridere perché ogni volta si bruciava qualcosa. La barba per esempio, quella vera non quella di Merlino. E poi si è messo seduto , vicino a me, Morgana che alla fine è diventata buona pure lei. Siamo stati chiamati a ballare attorno al fuoco e abbiamo anche ballato un tango, con una tale energia che mi ha fatto cadere la parrucca e la torcia dalla testa. Mi ha fatto ridere. Alla fine mi sono chiesta: ma come finisce la storia di Merlino? E che strana fine ha trovato la fantasia di Paolo per Merlino: nessuna leggenda medioevale avrebbe saputo trovare per il mago una fine più bella… un mangiatore di fuoco!”

 

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